Tangeri, (Tanja in arabo) fu la città che ospitò, negli anni in cui fu dichiarata “zona internazionale” o “Interzona”, prima dell’indipendenza del Marocco nel 1956, tantissimi stranieri tra artisti, intellettuali, spie, esiliati, speculatori finanziari e personaggi eccentrici di ogni tipo. Fu forse la sua aria distratta e accogliente, tipica delle città che si affacciano sul mare, ad attirare questa “marmaglia” colorata ed eclettica. Tra di essi non possiamo non menzionare gli scrittori della Beat Generation come Paul Bowles, Jack Kerouac e William Burroughs, che passarono diverso tempo a Tangeri animandone la vita culturale e inspirando l’anima intellettuale locale. La Beat generation esplose sulla scena americana quasi 60 anni fa, generando scandalo, curiosità, indignazione, ammirazione. La voglia di una vita libera e anticonformista che fu la linfa creativa di quei giovani newyorchesi degli anni Cinquanta divenne un sogno abbracciato da milioni di giovani.
Le poesie di Allen Ginsberg, i romanzi di Jack Kerouac e William Burroughs spaccarono il velo del perbenismo borghese post-bellico, scossero l’America dei lindi sobborghi con i papà al lavoro e le mamme a casa, sfidarono l’America dell’anticomunismo isterico e del patriottismo militarista.
Fu un fuoco di fila: nel 1956 esce l’Urlo di Ginsberg, nel 57 Sulla Strada di Kerouac, nel 59 Il Pasto Nudo di Burroughs.
I caffè e le vie di Tangeri portano ancora il segno della presenza di questi intellettuali: nell’hotel El-Muniria soggiornarono Ginsberg e Kerouak e Burroughs vi ambientò il suo Pasto Nudo. Quest’ultimo amava trascorrere il tempo al Cafè Central, che si affaccia sul Petit Socco e che ancora oggi è il ritrovo degli stranieri di passaggio a Tangeri (tra l’altro si gusta anche un ottimo espresso). All’Hotel Continental, Bertolucci ambientò parte del suo film “il te nel deserto” tratto dal romanzo di Bowls. Il Café Hafa (una specie di istituzione) offre il miglior te alla menta della città su una terrazza a picco sul mare, ed è stato un luogo irrinunciabile anche per Rolling Stones, Beatles e Hendrix.
Il Gran Café de Paris invece fu il teatro principale del salotto letterario durante il periodo dell’Interzona, frequentato da Tennesse Williams e Truman Capote. Tangeri è ancora oggi una città vivace dal punto di vista culturale, anche se, i suoi fasti sono ormai tramontati.