La Festa della Rosa o Moussem delle Rose si svolge il secondo fine settimana di maggio e dura due giorni. I festeggiamenti sono molti: si esibiscono gruppi folkloristici e vi è l’elezione di Miss Rose, che sfila poi su un carro decorato. Commercianti provenienti da tutta la regione arrivano per vendere le loro specialità e prodotti di artigianato. Questa festa risulta un po’ “kitch” perché vengono usati anche fiori di plastica per la realizzazione delle decorazioni.

La Valle delle rose si trova ad un’ora di macchina da Ouarzazate (4 ore da Marrakech). Partendo da Kelaât M’Gouna e risalendo la valle di M’Gouna verso nord arriverete in questo luogo magico che è la valle delle rose. La visita della valle richiede qualche ora, infatti la distanza tra Kelaât M’Gouna e Bou Thrar, dove si conclude l’escursione, è di una trentina di chilometri. A Bou Thrar troverete uno Ksar (villaggio fortificato) magnifico e imponente che domina la bella oasi di quiete che si estende ai suoi piedi. Qui, nel mese di maggio, potete assistere alla festa delle Rose che ha il suo epicentro a Kelaât M’Gouna. Potrete anche visitare una delle distillerie procurandovi l’acqua di rose e altri prodotti derivati. Osservate lo straordinario procedimento che con sette tonnellate di fiori freschi estrae un solo litro di olio essenziale di rose! L’acqua di rose invece si ricava con una proporzione diversa, con 1 chilo di petali si distilla 1 litro di acqua di rose: la rosa è simbolo di ospitalità e di purezza e l’acqua profumata viene offerta agli invitati prima e dopo il pranzo.

La rosa damascena è una varietà molto antica di rosa: ogni fiore ha circa 36 petali. Storicamente originaria del Medio Oriente, oggi è coltivata prevalentemente in Marocco, Turchia e Bulgaria. La rosa damascena ha un odore molto delicato ma inconfondibile in quanto composto da più di 400 sostanze aromatiche differenti, che le conferiscono anche straordinarie proprietà.

Per questi motivi è considerata la Regina delle Rose.

La rosa damascena ha molte proprietà:

  • è un idratante: trattiene l’acqua per gelificazione anziché per igroscopicità. Per questo motivo quando vi sono condizioni climatiche sfavorevoli (ci esponiamo direttamente al sole, o siamo in un ambiente con temperatura elevata e bassa umidità) costituisce uno scudo che ostacola i processi di disidratazione. Per questo motivo è consigliata soprattutto alle pelli secche.
  • dona elasticità e tonicità alla pelle: infatti viene spesso utilizzata come rassodante. Per tale motivo è consigliata anche per preparare la pelle al parto.
  • è eccellente su tutti i tipi di pelle: idrata la pelle secca, equilibra quella mista e purifica la grassa.
  • è un antiage: contrasta la formazione di rughe, mantenendo la pelle fresca e giovane.
  • è un antinfiammatorio: contrasta tutte le infiammazioni della pelle come l’acne.
  • è un vasocostrittore: viene utilizzata per lenire arrossamenti e couperose.
  • è rinfrescante: toglie il calore eccessivo dal corpo, tanto che una volta l’acqua di rose veniva utilizzata per abbassare la febbre.
  • è un antidepressivo: rilassa il cuore e sostiene nei momenti di tristezza, scacciando i pensieri negativi, favorendo l’autostima e l’apertura a tenerezza e amore.
  • è un afrodisiaco: annusare a lungo il profumo di una rosa può influire positivamente sugli ormoni delle donne. Per questo motivo la rosa è il dono più frequente fra innamorati, perché può aumentare l’erotismo.

 

La Valle delle Rose è irrigata dal fiume Asif M’Gouna, che nasce dal Massiccio del M’Gouna lì vicino, che culmina a 4071 m con la vetta dell’Ighil M’Gouna. Gli abitanti vi praticano, su piccoli lotti di terreno, un’agricoltura di sussistenza basata principalmente sulla coltivazione del grano, dell’erba medica per il bestiame e degli alberi da frutto. Vengono piantate anche betulle, utilizzate come legno da costruzione. Tutti questi lembi di terra sono delimitati da siepi di rose di Damasco selvatiche, della specie botanica Rosa damascena, che garantiscono un’ottima protezione dai ruminanti che potrebbero rovinarli. Questi lotti di terreno sono bagnati da molti canali d’irrigazione. La coltivazione delle rose come complemento alle altre ricopre una grande importanza per le popolazioni. Rappresenta una notevole fonte di reddito durante la raccolta delle rose, che inizia attorno al 10 aprile e si conclude verso il 20 maggio, a seconda delle condizioni atmosferiche. Tutte le mattine, prima dei primi raggi di sole, i raccoglitori e le raccoglitrici si premurano di staccare le prime gemme di rosa e le rose sbocciate, e li depongono in una sacca di cotone o di juta. È importante raccoglierle la mattina presto o a fine giornata, perché il sole diminuisce la resa olfattiva delle rose. Il raccolto è poi portato nelle kasbah, dove si procede a una prima selezione. Dopo la cernita, i boccioli di rosa sono messi a essiccare per 2 giorni sui tetti di terra delle kasbah. L’essiccazione continua poi in locali ben ventilati per un altro mese. Il clima molto secco che caratterizza queste altitudini permette un’ottima essiccazione delle rose; l’umidità le farebbe marcire irrimediabilmente. Una volta essiccate, le rose vengono utilizzate per confezionare pot-pourri per profumare gli ambienti. Distillate fresche, se ne ricava l’idrolato di rosa, chiamato anche “acqua floreale” o “acqua di rose”, utilizzato localmente per le abluzioni o per aromatizzare alcuni dolci. Se ne ricava anche la concreta di rosa per l’alta profumeria e l’olio essenziale. Questa essenza di rosa, regina di bellezza dalle impareggiabili proprietà, cura sia il corpo che lo spirito. I raccoglitori di rose, che come api bottinano i fiori all’alba, sotto le fronde del frutteto e accompagnati dal dolce scorrere dei canali d’irrigazione, offrono uno spettacolo di pura gioia.