Essaouira (in arabo: الصويرة‎) è una città del Marocco, capoluogo della provincia omonima, nella regione di Marrakech-Tensift-El Haouz. La città è affacciata sull’Oceano Atlantico e conta circa 70.000 abitanti ed è capoluogo dell’omonima provincia.

 

Famosa soprattutto per a sua sensazionale Medina sul mare iscritta nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. La fortezza, i muri bianchi e cangianti, la rilassatezza dei suoi abitanti, la Kasbah, le botteghe artigiane, rendono questa città unica e dal sapore europeo: nel 1756 i francesi ne fecero un perfetto esempio di architettura militare e la arricchirono con mura, torri, bastioni e porte riuscendo a coniugare perfettamente la cultura arabo-musulmana con quella d’oltre mare.

Essaouria, originariamente chiamata Mogador, cioè piccola fortezza, è da sempre un importante porto che collega il Marocco con il resto dell’Africa e dell’Europa.

Essaouira a metà degli anni Sessanta fu il luogo dove si riunirono numerose comunità Hippy  che ospitarono tra l’altro artisti come Jimi HendrixFrank ZappaBob MarleySting. Ad attirare Jimi Hendrix a Essaouira fu la Gnawa musica introdotta in Marocco dagli schiavi neri e qui ogni anno ha luogo il Festival di Musica Gnawa.

 

La musica gnawa (o gnaoua) è una musica etnica del Sud del Marocco, praticata dai Gnawa, un gruppo etnico discendente dagli schiavi neri. La musica gnawa è conosciuta per la sua funzione ipnotica. In una canzone Gnawa, una frase o un paio di frasi vengono ripetute più e più volte, in modo che il canto possa durare a lungo. In realtà, una canzone può durare anche diverse ore. Tuttavia, ciò che ai non iniziati potrebbe sembrare un’unica canzone lunga è in realtà una serie di canti, che invocano diversi spiriti (jinn) o santi (marabutti) (Sidi Moussa, Basha HammouBaba MimounLalla Aisha e altri). I rituali gnawa vengono svolti di notte (lila) e durano a lungo per far entrare in trance i partecipanti.
I rituali vengono guidati da un Maâlem (maestro). I musicisti e gli acrobati devono rispettare e obbedire il ma’alem che li sceglie per i riti. E’ lui che anima i riti di possessione, assiste alla preparazione degli accessori rituali, che deve sapere immolare l’animale nel modo giusto, sacrificarlo al fine di celebrare il rito di possessione, offrire le galline in determinati momenti per i riti terapeutici. Senza il suo intervento, le attività dei musicisti sarebbero ridotte a semplici animazioni, spettacoli. Il ritmo proprio della musica gnāwa è caratterizzato da tre strumenti principali: il guenbri, i crotali e i tamburi.

Il guenbri è un liuto-tamburo a tre corde, ha due parti principali in legno: la cassa e il manico. Secondo gli anziani esperti, il legno dovrebbe essere di pioppo perché dà un ottima risonanza alla cassa. Il legno di fico invece non è più utilizzato in quanto questa pianta è maskūn, ossia abitata dagli spiriti. La cassa del guenbri misura sessanta centimetri di lunghezza, venti di larghezza e quindici di profondità, il manico invece va da un metro a un metro e venti centimetri. La cassa del guenbri viene fabbricata dai Gnāwa stessi che poi la consegnano ad un artigiano specializzato il quale la ricoprirà con la pelle di dromedario conciata ed essiccata. Le tre corde sono ricavate dall’intestino di un caprone grasso per avere una buona resistenza e per evitare che si rompano nel momento della preparazione. Vengono sistemate ponendo la corda alta per prima all’estremità del manico, la mediana a due dita di distanza dalla prima e infine la bassa. All’estremità del manico è attaccata una barretta di metallo con degli anelli fissati su di essa, chiamati sersera, i quali producono dei suoni metallici simili a delle campanelle. Questo strumento sacro è coperto di particolari attenzioni: viene protetto da un fodero in tessuto, generalmente di colore verde e si deve stare molto attenti a dove viene messo; non deve essere poggiato in luoghi impropri per evitare di far infuriare i mlūk. Infine, non deve mai essere lasciato incustodito.

I crotali, o qraqeš, possono essere in ferro e in legno. Sono delle cupole identiche di tredici centimetri di diametro, rilegate da una barra metallica di nove centimetri, larga tre centimetri. I musicisti ne tengono due per mano facendole battere. Le due cupole sono legate da un laccetto in cuoio.

Gli altri strumenti utilizzati dai Gnāwa sono dei tamburi (tbola), uno grande e uno piccolo, decorati con l’henné con dei motivi che ricordano delle mani e delle stelle a cinque braccia. Vengono colpiti con due bacchette in legno. I tamburi animano la derdeba e precedono la parte rituale consacrata alle danze di possessione.

 

I due protagonisti del Festival sono gli Gnawa e la città di Essaouira. È un festival unico perché non potrebbe essere spostato altrove. Si dice che il vento di Essaouira porti con sé energie creatrici di ogni sorta.

Ogni anno, la splendida città di Essaouira dedica il suo labirinto di strade, spiagge incantevoli, e le vivaci piazze alla musica. Nel giro di pochi anni la città è diventata la risposta del Marocco a Woodstock.

Notti colorati ed emozionanti per calmare lo spirito, migliaia di amanti della musica che ondeggiano al ritmo in un ambiente conviviale. Nessuna situazione è così favorevole all’ascolto e a lasciarsi andare. Ad Essaouira i musicisti si distinguono tra virtuosismo, inventiva e talento, essi esaltano gli spiriti, e con loro tutto è possibile!

Quando la loro magia ha inizio, anche gli spettatori più riservati iniziano a muoversi al ritmo ipnotico e si lasciano andare.

La città di Essaouira venne fondata, secondo la tradizione, da mercanti cartaginesi in un luogo abitato da popolazioni berbere. Ben presto la città divenne uno scalo commerciale sulla rotta verso il Golfo di Guinea e verso il III secolo a.C. fu ripresa dai berberi che vi instaurarono una monarchia.

In seguito alla terza guerra punica il regno berbero di Essaouira entrò nell’orbita commerciale romana basandosi sull’industria della salagione e sulla tintura a base di porpora, ma perse la sua indipendenza nel 42d.C.,quando venne annessa alla provincia romana della Mauretania tingitana (da Tingis, antico nome di Tangeri).

Parecchi secoli dopo la conquista araba, avvenuta nel VII secolo, la città si riprese dal suo lungo torpore quando venne riscoperta dai marinai portoghesi, che si installarono in città ribattezzandola Mogador . L’arrivo degli europei coincise con la fioritura della comunità ebraica, che divennero intermediari politici e commerciali tra il sultano e le potenze straniere.

Nel 1764, il sultano Muhammad III del Marocco decise di fare di Essaouira una base navale fortificata e chiamò pertanto l’architetto militare francese Théodore Cornut a ridisegnare la città. In tre anni i lavori stravolsero l’impianto urbanistico della vecchia Mogador per creare una città moderna di stampo europeo, con un largo viale centrale a portici e dritte vie trasversali; il tutto fu rinchiuso in una poderosa cinta di mura. Alla sua planimetria perfettamente regolare la città deve il suo nome attuale: «la ben disegnata».

Fino alla prima metà del XIX secolo Essaouira vide crescere sempre più la sua importanza e la città godette di una formidabile prosperità grazie anche alla numerosa comunità ebraica, il cui numero era superiore a quello dei musulmani. Per anni unico porto marocchino aperto al commercio estero, Essaouira divenne un importante scalo marittimo dove venivano imbarcate le merci giunte in città attraverso le vie carovaniere.

Il declino di Essaouira divenne rapido con l’instaurazione del protettorato francese sul Marocco (1912) e con lo sviluppo di altri porti (CasablancaTangeri e Agadir). Finita al margine delle rotte marittime a causa delle sue acque poco profonde, la città è rapidamente risorta negli ultimi cinquant’anni, grazie al turismo ma anche alla sua vocazione culturale e musicale.

A conferma del cosmopolitismo di Essauira nel XIX secolo sono antichi cimiteri arabi, ebraici ed europei affacciati sull’oceano.

 

Le coste di Essaouria sono spazzate durante quasi tutto l’anno dalle brezze oceaniche e molti sono i surfisti e gli amanti del windsurf che la raggiungono per volteggiare sul pelo dell’acqua a largo della costa. Consigliamo ai turisti di visitare il mercato del pesce e di osservare il lavoro dei pescatori e dei commercianti. I negozi vendono splendidi prodotti di artigianato locale come ad esempio prodotti in legno di tuia, vestiti ricamati e tappeti.

Essaouira è la destinazione ideale per un soggiorno all’insegna di storia, arte e avventura.